>>A breve sarà pubblicato il programma dettagliato dell'evento<<
Tematiche congressuali
Con i Congressi nazionali del 2024 e del 2025 abbiamo esplorato le soglie dell’innovazione tecnologica, guidata in particolare dall’evoluzione dell’intelligenza artificiale. Un percorso che ci ha portato a interrogarci sul ruolo dell’innovazione come motore di sviluppo economico e sociale, come leva per la crescita delle imprese — dalle startup alle organizzazioni più mature — e come fattore capace di influenzare la postura morale, politica e culturale delle società contemporanee.
Ci siamo posti domande essenziali: come riconoscere l’innovazione? Come integrarla nei modelli di business? Come sostenerne lo sviluppo e il finanziamento? Nel farlo, è emerso con chiarezza come essa richieda condizioni abilitanti imprescindibili: un dialogo continuo con il mondo della ricerca e sviluppo, l’accesso a capitali, la disponibilità di competenze qualificate, modelli evoluti di governance e reporting, nonché infrastrutture tecnologiche adeguate.
Parallelamente, lo scenario globale è stato attraversato da profonde discontinuità. Le tensioni geopolitiche, la competizione per l’accesso alle risorse strategiche, il riemergere di logiche protezionistiche e il ridimensionamento di alcune priorità della transizione energetica stanno ridefinendo equilibri che si ritenevano consolidati. In questo contesto, appare sempre più evidente come anche l’economia digitale — apparentemente immateriale — poggi su una dimensione fisica e infrastrutturale rilevante: energia, materie prime, reti e sistemi complessi.
Da qui la scelta del tema del Congresso 2026. Il filo conduttore che lega i nostri precedenti appuntamenti non può che evolvere verso una riflessione sull’energia: sulle sue fonti, sulle modalità di approvvigionamento e distribuzione, sul suo impatto diretto sulla competitività. L’energia rappresenta infatti uno dei principali fattori di costo per le imprese italiane, in un contesto in cui persistono criticità legate alla produttività e alla capacità di attrarre e trattenere talenti.
Il Congresso di Roma intende affrontare questi temi in una prospettiva ampia e integrata. Accanto alla dimensione energetica, al centro del dibattito vi sarà il capitale umano: la qualità, la capacità di innovare, il valore delle competenze. Perché la competitività non si gioca solo sul contenimento dei costi, ma anche sulla capacità di accrescere il valore generato, facendo leva su intelligenza, organizzazione e visione strategica.
In questa prospettiva, anche i vincoli possono trasformarsi in opportunità. I limiti strutturali — come la scarsità di risorse energetiche — possono essere compensati da un uso più efficiente dei fattori produttivi, da modelli organizzativi evoluti e da una valorizzazione piena del capitale umano e imprenditoriale. Restano aperte alcune domande cruciali: quale direzione intraprendere? Quali strumenti adottare? Quale ruolo per le imprese, le istituzioni e il sistema europeo?
A queste domande il Congresso intende offrire spunti di riflessione e contributi concreti.
In questo contesto, il contributo dei relatori sarà determinante per arricchire il dibattito con esperienze, visioni e proposte operative. L’invito è a partecipare attivamente alla costruzione di un confronto qualificato, capace di orientare le scelte delle imprese e alimentare una riflessione strategica condivisa.