Cari Amici,
ancora una volta una guerra. Una crisi politica, militare, re-ligiosa. Il mondo nuovamente di fronte a un conflitto che, se non è dato sapere se avrà una dimensione globale dal punto di vista militare, certamente la avrà dal punto di vista degli equilibri energetici del pianeta.
Eccola qui, la pietra tombale che mancava per chiudere decenni di illusioni, di globalizzazione allegra e spensierata, di green che tutto rende fa-cile e accessibile. E invece no, le cose non sono così semplici come ce le avevano raccontate. Non basta possedere uno smartphone per governare il mondo. E non basta un pannello solare per illu-minarlo. Il digitale è la copertina di un mondo pe-santemente materiale, dove la differenza la fa chi le cose le ha, non chi le può comprare. Quante volte ce lo siamo detto.
Ecco, ci siamo. Decenni di ipocrisie spazzati via. L’Europa? Un continente che ha avuto la presunzione di voler mettere il cappotto al mondo. Regolando a destra e a manca su qualunque settore industriale, fan-tasticando di rinnovabili (incentivate) ma assicu-randosi copiose dotazioni di gas russo. D’altron-de, che l’acciaio, la ceramica, il vetro e il cemento non si potessero fare col solare lo sapevamo bene. Ma non era carino dirlo. Così come in Spagna non hanno resistito al fascino del racconto di una tran-sizione riuscita. Ma la tecnica punisce la presun-zione. E i racconti vanno bene per far addormen-tare i bambini.
Abbiamo parlato di diritti, di tolleranza e di pace, pretendendo però che la propria di pace fosse a spese di altri. Specializzati in diritti, un po’ meno in doveri. È tutta colpa di Trump? Beh, di sicuro certi toni non sono facilmente digeribili dai delicati stomaci europei, abituati a una alimentazione rigorosamen-te bio. E oggi? Oggi siamo di fronte all’ennesimo conflitto… ma no, non chiuderanno mai Hormuz!
E invece mentre scriviamo è chiuso, chiusissimo, e non abbiamo capito se la fase di riduzione dei prezzi che abbiamo vissuto in questi giorni rappre-senti il segno di una progressiva de-escalation o se saremo condannati a ballare ancora a lungo.
Se non altro, possiamo ritenerci soddisfatti di aver centrato bene l’argomento che tratteremo nel corso dei due più importanti eventi in programma per il 2026: la X edizione del CFO Award, la cui Ceri-monia di Premiazione si svolgerà a metà giugno a Milano con un interessante keynote speech su que-sto tema, che tornerà ancora più centrale per il pros-simo Congresso Nazionale ANDAF previsto a Ro-ma dall’8 al 10 ottobre 2026. Certo, una magra con-solazione, avremmo preferito vivere una primavera diversa da questa. Ma tant’è.
I preparativi per il Congresso procedono serrati, la location è di assoluto prestigio: lo Sheraton Ro-me Parco de’ Medici ci aspetta per accoglierci tutti e per fare da base ai piacevoli programmi collaterali che il team sta organizzando e su cui daremo presto adeguata comunicazione.
A noi non resta, ancora una volta, che tenere la barra dritta, navigare questa ennesima tempesta e continuare a supportare i nostri azionisti e i no-stri imprenditori con le nostre migliori compe-tenze e con strumenti sempre più affidabili e so-fisticati, per riuscire a interpretare la crisi e so-prattutto per individuare le vie di uscita più rapide ed efficaci.
Vi aspettiamo numerosi.
Agostino Scornajenchi
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