ANDAF Magazine n.1-2021

Carissimi lettrici e lettori,


scrivo questo mio editoriale ad ormai pochi giorni dal Natale e dalla fine di questo terribile 2020. Un anno che resterà indelebile nella nostra memoria per gli sconvolgimenti e le drammatiche conseguenze, sanitarie, sociali ed economiche, della pandemia, e che credo tutti saluteremo con grande sollievo, nella speranza di potere comunque accogliere, con il nuovo – che certamente non si presenta semplice – più rosee prospettive per il futuro. Quest’anno – se ce ne fosse stato bisogno – ci ha confermato che l’incertezza, e insieme ad essa la capacità di interpretare scenari e rischi, sono il punto focale comune di tutte le nostre azioni previsionali e di proiezione prospettica, sia dal punto di vista politico che economico e sociale. E maggiori incertezze implicano scenari che mettono fortemente sotto stress la tenuta degli indicatori (dal pil ai consumi, dalle ore lavorate agli investimenti).

Sulle pagine di questa rivista, a gennaio 2020 (tempi certamente “non sospetti”), nel mio editoriale prospettavo un anno complesso soffermandomi su tre elementi che ritenevo ne avrebbero caratterizzato lo scenario: il clima e i suoi stravolgimenti, il preoccupante populismo di alcuni leader di rilevanza mondiale e, non ultima, l’instabilità politica al governo del nostro Paese. Nessuno poteva prevedere, ahimè, quel che sarebbe di lì a poco accaduto, complicando ulteriormente una situazione già difficile di per sé; e via via, nei mesi, la fase di ripresa e di uscita dall’emergenza attesa dall’inizio della pandemia ha continuato ad essere rinviata, rallentata dalle necessarie misure di contenimento del contagio e dalla difficoltà – praticamente in tutto il mondo – di assumere comportamenti equilibrati e consapevoli da parte dei cittadini, con stressanti fasi di alti e bassi del contagio che hanno fortemente influito in negativo sulle nostre vite e su quelle delle nostre aziende. L’Italia, in questo contesto già di per sé così complesso, deve fare di tutto per non essere il fanalino di coda in Europa. Una UE sempre più in difficoltà nel confronto con le economie mondiali concorrenti, ma che tutto sommato sembra essersi riscoperta più unita di prima grazie alla lotta contro il comune nemico (basti pensare all’occasione unica per  l’Italia di riuscire a utilizzare, fuori dalle inaccettabili strumentalizzazioni politiche di cui si legge tristemente ogni giorno, i 209 miliardi di euro di quota spettante di Recovery Fund per intervenire seriamente e concretamente sul fronte degli investimenti, in particolare infrastrutturali, digitali e innovativi, per rilanciare nei fatti il nostro Paese).

Ma in risposta a tutto questo, si vedono già all’orizzonte positive conseguenze e reazioni: pensando soprattutto alle nuove generazioni, si guarda oggi con rinnovata attenzione al clima e alla salute del nostro pianeta (temi, quello della “rivoluzione verde, della transizione ecologica e della mobilità sostenibile al centro degli obiettivi del richiamato Recovery Fund) imprescindibilmente legati al nostro futuro; abbiamo forse imparato – e speriamo di non disperderlo una volta fuori dall’emergenza – ad essere più uniti e solidali, più responsabili nei confronti degli altri (nonostante un dibattito politico animato più dalla ricerca di consensi che interessato al bene del Paese), perché solo insieme si può trovare la chiave di volta per rovesciare questa pesante situazione verso il new normal. Di questo siamo certi, ci troviamo di fronte a uno spartiacque come mai vissuto prima: niente sarà esattamente come prima, ma se c’è un prima, c’è anche un dopo e sta a noi cercare di renderlo il migliore possibile.

In questi giorni stanno partendo le campagne di vaccinazione contro il Covid-19 in tutto il mondo, e ci auguriamo che nel corso di qualche mese ciò possa determinare un sensibile miglioramento della situazione generale. Le borse oscillano tra iniezioni di positività sull’onda dell’arrivo, appunto, dei vaccini, e frenate brusche per i nuovi timori che i perduranti contagi e i lockdown più o meno ampi conseguenti tornino a frenare le economie. Ma l’antidoto al virus non è solo (o soprattutto) il vaccino, è anche la consapevolezza della importanza di assumere tutti comportamenti sociali seri e responsabili, unica strada da percorrere per accelerare la neutralizzazione dell’epidemia e del rischio di conseguenti e crescenti problemi, che potrebbero a lungo andare sfociare in disordini sociali. Tutti insieme, ciascuno attraverso i propri, necessari sacrifici, e ribaltando l’approccio alle logiche fino ad oggi rivolte esclusivamente alla massimizzazione del profitto, per mettere al centro la condivisione del profitto stesso con le comunità di riferimento, possiamo sperare per noi e per le generazioni che seguiranno prospettive nuove e più sostenibili.

Anche in Europa, come accennato, il tema Green inteso a 360° e gli obiettivi legati alla sostenibilità si stanno rafforzando con un loro ruolo centrale nella politica comunitaria degli aiuti, fondamentali ora per condurre i Paesi UE fuori dal guado della pandemia.

È in questa direzione che guardano anche le nostre aziende e, in tal senso, ANDAF vuole continuare ad avere un ruolo importante e al tempo stesso una grande responsabilità: formare le nuove generazioni di CFO per indirizzarle, insieme alle attuali, verso una concreta sensibilità nell’approcciare i business attraverso strategie e processi sostenibili, continuando così ad essere un punto di riferimento e un positivo esempio di esperienza professionale virtuosa in questi ambiti per chi esercita la nostra professione.

È con tale spirito, infatti, che ci siamo mossi nel corso di tutto il 2020, con eventi e formazione rinnovati, concentrati proprio su temi quali il risk management, le non financial information e la DNF (Dichiarazione Non Finanziaria) all’interno del più ampio scenario della sostenibilità, e adattati all’innovazione, grazie alle tecnologie digitali che oggi ci consentono – viste le restrizioni sulla mobilità– di essere vicini a tutti i nostri Soci, anche se non in presenza.

Venendo alla Rivista di questo mese, voglio sentitamente ringraziare tutti gli autori dei numerosi contributi, ricchi di spunti di riflessione di ampio respiro, a partire dallo sguardo approfondito alla “tempesta perfetta” che ha colpito il nostro Paese e l’economia mondiale, offrendoci interessanti spunti per affrontare il presente e guardare con occhi nuovi al futuro, prestando attenzione alle nuove generazioni cui consegniamo una onerosa eredità. In primo piano, poi, l’accelerazione nei cambiamenti che interessano le modalità di lavoro, con particolare attenzione a rischi e vantaggi dello smart working, per passare all’importanza del report integrato e del nuovo Codice di autodisciplina, con esempi pratici di attuazione.

Non potevano mancare tra i vari focus anche quelli dedicati appunto al risk management (che, come già commentato, la crisi pandemica ha reso prioritario nei processi di gestione attiva del business a supporto delle scelte aziendali), alla delicata tematica della proprietà intellettuale e della privacy (da tenere fortemente in considerazione per la fase due di ripartenza in sicurezza), così come alla gestione smart del Capitale Circolante Netto per un maggior controllo sui rischi legati alle sempre più presenti tensioni finanziarie dell’impresa.

Chiudo quindi con l’augurio di Buone e Serene Festività (che quando leggerete, saranno ormai trascorse) e soprattutto di Buon Nuovo Anno, per tutti noi e per le nostre Famiglie, nella concreta speranza di poter salutare, nel corso dei primi mesi del 2021, questa terribile pandemia e di riuscire così a riemergere per ricominciare «[…] a riveder le stelle».

Roberto Mannozzi

 

Il documento correlato è riservato ai Soci ANDAF, per consultarlo si prega di effettuare il Login