ANDAF Magazine n.1-2020

Carissimi lettrici e lettori,

mentre scrivo questo mio editoriale, siamo a meno di tre settimane dalla fine del 2019, altro anno trascorso velocemente, attraversato, come è normale che sia in un mondo sempre più globale e connesso, da tanti eventi importanti, di diverso peso e rilevanza, che non è mai facile riuscire a rappresentare sinteticamente. Senza quindi voler necessariamente elencare e, soprattutto, dare un ordine di priorità agli accadimenti di questo anno ormai vicino al suo termine, credo che tre elementi meritino, più di altri, un momento di riflessione, anche perché certamente destinati a rimanere al centro delle nostre attenzioni e degli eventi che caratterizzeranno gli scenari del 2020, ormai alle porte, e degli anni che seguiranno. Mi riferisco in particolare a due argomenti che travalicano i confini nazionali e ad un terzo, invece, riferito più strettamente alla situazione del nostro Paese.

Il primo guarda alla questione, critica e sempre più preoccupante, del clima, dei suoi cambiamenti repentini e delle conseguenze, ogni giorno più violente e catastrofiche, che hanno colpito per tutto l’anno, e stanno stravolgendo continuamente il territorio mondiale, a tutte le latitudini, Italia, come ben sappiamo, inclusa! La mia opinione è che sia davvero miope e ingiustificata la posizione di chi ancora ritenga “normali” gli accadimenti atmosferici che stanno cambiando a caro prezzo il volto del nostro pianeta, come se non fossero la firma evidente di una generazione – la nostra – che, insieme a molte altre prima, ha consapevolmente sottovalutato l’utilizzo irresponsabile delle risorse finite della terra per perseguire politiche economiche improntate al loro sfruttamento massimo. Come abbiamo avuto modo di condividere durante il nostro ancora recente Congresso di Matera, non possiamo dunque più rinviare una nostra piena assunzione di responsabilità nel concentrare il massimo impegno, come esseri umani e come manager all’interno delle nostre città e nelle nostre aziende, sulla sostenibilità a 360°, portando avanti concrete iniziative che pongano il tema ambientale, sociale e di governo al centro del pensiero strategico. Tema che deve diventare il baricentro delle scelte di sviluppo dei business, che non guardino più all’obiettivo del profitto di breve termine, massimizzato, per pochi, per trasformarlo in sviluppo sostenibile e profitto di medio-lungo termine condiviso con le Comunità di cui facciamo parte; il tutto come messaggio concreto ed eredità da lasciare ai giovani e alle nuove generazioni.

Il secondo, comunque collegato al precedente, si riferisce alla pericolosa circostanza, che ha caratterizzato tutto l’anno, della concomitante presenza, alla guida di alcuni fra i Paesi più importanti del mondo, di leader politici che “parlano alla pancia” della gente, rafforzando senza scrupoli la loro posizione di governo attraverso la costruzione di muri e di paure, invece di perseguire obiettivi ispirati all’apertura e a una crescita e a uno sviluppo equilibrati e integrati. Da qui, la fase crescente, e anche questa miope, delle guerre commerciali, che rischiano di rendere sempre più ampie e pericolose le diseguaglianze politiche e sociali fra Paesi ricchi e poveri, a difesa di un modello di guida globale superato e irresponsabile che, anche per quanto ho appena sopra evidenziato, ci sta portando consapevolmente, e irrimediabilmente, verso il pieno fallimento della cieca politica del “mercato protetto e di pochi” ad ogni costo.

Da ultimo, il terzo elemento di attenzione che non può non proporre un momento di riflessione sul nostro Paese. Il 2019 ha visto all’opera due Governi – il giallo-verde Conte 1 e il rosso-giallo Conte 2, tuttora in carica – che al di là degli slogan e delle dichiarazioni di intenti, rilasciate continuativamente da tutti i movimenti e partiti in gioco, attraverso l’utilizzo di una comunicazione “social” battente e compulsiva, purtroppo quasi mai ha visto seguire i fatti e, soprattutto, risultati concreti.

Questo fa sì che l’attesa fase di ripresa e crescita non sia ancora arrivata e che l’Italia sia vista, anche nelle previsioni che guardano al 2020, come fanalino di coda in Europa, con “tracce chimiche” di incremento del PIL, in una UE in crescente difficoltà nel confronto con le economie mondiali concorrenti. Il tutto dovendo osservare e misurare con attenzione, nei prossimi mesi, un elemento di ulteriore discontinuità, da verificare nei suoi potenziali futuri effetti, rappresentato dal cambio di guida al vertice della BCE, con il recente fine mandato di Mario Draghi, rivelatosi negli anni sicuramente non insensibile alle criticità dei Paesi europei in maggior difficoltà, come l’Italia, e il subentro alla Presidenza di Christine Lagarde. Insomma, anche l’ormai imminente 2020 si presenta come un anno certamente complesso per il nostro Paese, con molti punti interrogativi a livello sociale, politico ed economico. A noi, che lo viviamo quotidianamente come cittadini e come donne e uomini di impresa, non resta che porre la consueta massima attenzione e tutto l’impegno nel fare il nostro dovere, consapevoli che senza questo e senza la nostra convinta resilienza di ogni giorno, il cambiamento non potrà comunque determinarsi.

Venendo alla Rivista di questo mese, ringrazio tutte “le penne” che, con la consueta professionalità e chiarezza, hanno arricchito il numero che leggerete e che, partendo da un articolo dedicato al XLII Congresso ANDAF a Matera (splendida città che, insieme al suo “ventenne Sindaco di 84 anni”, ha conquistato e fatto innamorare ANDAF, IAFEI e tutti coloro, Soci e non, che hanno avuto l’opportunità di vivere i magnifici tre giorni dell’evento, e alla quale auguriamo – sicuri che saprà farlo velocemente – di riprendersi con prontezza dai rilevanti danni del maltempo di poche settimane fa), va a toccare sia argomenti prettamente tecnici, come l’approfondimento sulle SPAC o sui riflessi fiscali dell’IFRS 16, che di scenario come il tema della riforma della crisi di impresa, la Digital Transformation nel procurement e il passaggio generazionale nelle imprese familiari.

Chiudo quindi con l’augurio di una buona lettura, di Buone Festività (ormai, quando leggerete, trascorse) e soprattutto di Buon Anno, per tutti noi e per le nostre Famiglie.

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