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ANDAF Magazine n. 3-2019

Carissimi lettrici e lettori,

 

sto rientrando a Roma in un pomeriggio assolato e finalmente caldo di inizio giugno, dopo uno spiazzante maggio “novembrino” mai vissuto a mia memoria prima d’ora, a chiusura di una intensa giornata nei dintorni di Bologna, divisa fra un venerdì sera a cena tutti insieme, e un sabato mattina di confronto e lavoro con i 12 Presidenti delle Sezioni Territoriali della nostra Associazione, Massimo Campioli, Vice Presidente ANDAF incaricato di coordinarne le attività, e il nostro Segretario Generale Michele Malusà.

Da quando ho avuto l’onore di assumere la Presidenza di ANDAF – era marzo del 2016 – è il quarto anno di seguito che riesco, con mia grande soddisfazione, a partecipare a questo incontro annuale dei nostri colleghi che hanno assunto la delicata responsabilità di fungere da indispensabile cinghia di trasmissione fra l’Associazione e i suoi Soci che operano nelle diverse regioni nazionali, e sento il forte bisogno di testimoniare come in particolare quest’anno io abbia percepito uno spirito di squadra e una unità di intenti più salda, congiunti a una seria capacità di analisi e valutazione dei temi centrali che vanno affrontati per rendere ANDAF più forte, pronta a confrontarsi con un mondo che cambia e si trasforma, nelle aziende come nella nostra vita di uomini/donne e manager, a una velocità sempre maggiore.

Si è parlato di tanti temi, con franchezza e approccio costruttivo, ma mi limito a segnalarne uno che, trasversalmente alle tante iniziative del nostro piano triennale, abbiamo lanciato nel corso dell’incontro e che sarà elemento centrale del percorso dell’ultimo anno e mezzo di lavoro dell’attuale Consiglio Direttivo: come dovrà essere l’ANDAF del futuro? Quali saranno le esigenze del CFO di domani e come dobbiamo lavorare a partire da oggi perché la nostra Associazione sia in grado di intercettarle in anticipo, interpretarle correttamente, e offrire delle risposte efficaci e convincenti a chi fa la nostra professione così da garantire la necessaria continuità a una realtà, ANDAF, che nei “primi 50 anni” della sua vita ha sempre dimostrato di saperlo fare, cambiando pelle ogni volta che è stato necessario farlo?

La sfida è tanto chiara quanto complessa, ma rientro a Roma avendo la piena convinzione che siamo pronti ad affrontarla, con il fondamentale supporto delle Sezioni sul territorio, così come dei Comitati Tecnici e, “primus inter pares”, del Comitato Direttivo.

Stiamo velocemente arrivando a chiudere la prima metà del 2019 e, a poco più di dieci giorni dalle elezioni europee, lo scenario politico nazionale ha assunto contorni ancora meno definiti in termini di equilibri interni all’alleanza di Governo, dove la Lega si è proposta in modo prepotente come il partito più forte e rappresentativo, in questo momento, del “sentiment” della maggioranza relativa dei votanti, mentre il M5S ha avuto la cocente conferma, dopo una serie di segnali già chiari in tal senso raccolti un po’ ovunque nelle elezioni locali dell’ultimo anno nel nostro Paese, di aver perso terreno e gran parte della fiducia dei propri elettori, a dimostrazione che l’esperimento di coniugare insieme responsabilità di Governo e attivismo da oppositori è un cocktail che rischia di avvelenare chi lo prepara e purtroppo, ancor più, chi lo dovrebbe bere.

E così, in questo quadro complicato, ci troviamo con un Paese fermo, dove cresce l’insofferenza di molti, dove nei fatti le imprese trovano sempre maggiori difficoltà a poter investire, dove la fiducia degli stakeholder – nazionali e internazionali – nella nostra capacità di invertire la rotta è ridotta ai minimi termini e l’Europa (che è uscita dalla recente tornata elettorale con alcuni segnali forti nel dover cambiare, ma senza aver subito quello spostamento decisivo verso i movimenti populisti che più di qualcuno auspicava) ha avviato approfondite attività di verifica sui nostri conti, minacciando per la prima volta nella storia di sottoporre l’Italia a procedura di infrazione.

Insomma, l’estate sarà molto calda e l’autunno lo sarà certamente ancor di più, in attesa di comprendere, con la forte preoccupazione derivante da quanto appena commentato, se dovremo affrontare una manovra correttiva dei conti, e di quale entità, così come in quale scenario nascerà la prossima Legge di Bilancio, con la spada di Damocle dei vincoli pluriennali derivanti dall’infrazione comunitaria pendente e minacciosa sulla nostra testa. Possiamo solo augurarci a questo punto che un po’ di buon senso e di sano pragmatismo riesca alla fine a prevalere nel guidare le decisioni dei nostri vertici istituzionali e di Governo, così da evitare che la seconda metà del 2019 assuma contorni che rischierebbero di vedere l’Italia rimanere isolata all’interno dell’UE.

Venendo infine a questo numero della rivista, che come avrete modo di leggere, vede il consueto contributo di valore di tanti amici/colleghi professionisti, che propongono riflessioni e approfondimenti interessanti in ambito di Annual Report, Diritto Societario, HR e Governance, non posso non segnalare l’articolo di apertura dedicato all’ormai prossimo appuntamento con il XLII Congresso annuale di ANDAF, che si terrà nell’affascinante cornice di Matera a partire da giovedì 24 ottobre pomeriggio e fino alla metà di sabato 26, intitolato – non certo a caso – “La Cultura, Valore per l’Economia e Guida nell’evoluzione dei Modelli Organizzativi e di Sviluppo”. Quest’anno peraltro – ed è un grande onore per noi – il Congresso vedrà al nostro fianco i colleghi internazionali dello IAFEI, di cui ANDAF è parte da sempre, per il loro 49th World Congress che, a un anno di distanza dal nostro, celebra anche i 50 anni dell’Organizzazione. Saremo felici di ospitare i colleghi delegati che arriveranno a Matera da tanti Paesi del mondo per condividere insieme i momenti di riflessione sul futuro delle imprese e dei CFO, in uno scenario globalizzato dove il tema della sostenibilità sarà presente e spesso al centro del dibattito.

Un motivo in più per invitarvi e aspettarvi tutti a Matera, a vivere il Congresso insieme!

 

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