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ANDAF Magazine n. 3-2021

Carissimi tutti,

a chiusura del mio secondo mandato, dopo quasi sei anni, lascio la Presidenza ANDAF con la consapevolezza, credo, di aver lavorato bene, certamente con grande impegno e passione, e di essere riuscito a realizzare risultati importanti, come ad esempio l’aver trasformato l’annus horribilis 2020, quello del Covid, in una fucina di tante nuove attività e opportunità. Sono quindi serenamente convinto che chi la governerà d’ora in avanti potrà farlo proseguendo nel percorso di crescita e rafforzamento della nostra amata Associazione, sana anche sotto il profilo dei bilanci, chiusi sempre in positivo e con un patrimonio progressivamente incrementato. Ho già avuto modo di ringraziare di cuore tutto il Direttivo ANDAF e in particolare la Segreteria Generale per il grande lavoro di squadra e l’impagabile supporto, per ragioni di spazio non ricordo quindi tutti singolarmente ma semplicemente rinnovo il mio sentito grazie.

Quando nel marzo 2016 ebbi l’onore di subentrare come Presidente all’amico Fausto Cosi, egli scrisse – e io oggi sottoscrivo – che «[…] un’Associazione si sviluppa, progredisce e prospera con il contributo di tutti coloro che credono nello spirito associativo e si sentono liberamente impegnati per gli altri e con gli altri». E come Fausto ebbe allora la generosità di scrivere nei miei confronti: «[…] convinto di questi principi, ho ritenuto che fosse giusto dare ruolo e immagine a chi condivida questi valori e abbia voglia di impegnarsi», lo stesso pensiero mi unisce nel lasciare, con grande fiducia e convinzione, il testimone della Presidenza nazionale nelle mani dell’amico Agostino Scornajenchi. Oltre ad essere un CFO che, seppur ancora giovane (certamente molto più di me!), ha già vissuto una carriera di altissimo profilo, è per certo animato dagli stessi principi e valori che per altro gli sono stati da noi riconosciuti pienamente con l’assegnazione del premio CFO Award nel 2019, che riconosce nei vincitori anche lo spessore umano e personale incarnato dal compianto Romano Guelmani.

Lascio la Presidenza, ma spinto dal mio grande affetto e dal senso di appartenenza all’Associazione, continuerò comunque a viverla dall’interno; dal 7 giugno scorso ricopro infatti un nuovo e diverso ruolo apicale, quello prestigioso di Presidente dell’Advisory Council, per il quale devo ringraziare la generosità dei suoi Membri e – in particolare – del Presidente uscente, Paolo Bertoli. Sarà quindi per me un piacere poter portare avanti, con immutata passione e disponibilità, l’esperienza associativa, senza dover così rinunciare al prezioso scambio personale e professionale che storicamente arricchisce noi Soci, da sempre legati innanzitutto – vero segreto della lunga vita di ANDAF – da un sano rapporto di profonda amicizia.

Resto e resterò sempre legato alla nostra bellissima Associazione.

Grazie a tutti!

Roberto Mannozzi

 

Cari Colleghi, cari Lettori,

non è senza emozione che mi appresto a scrivere queste prime righe nella veste di Presidente del Consiglio Direttivo. Quando Roberto Mannozzi ha ritenuto, insieme ad altri amici, di sondare la mia disponibilità a ricoprire l’incarico chiedendomi: «Ti senti pronto?», risposi prontamente di no. Perché non si può essere preparati per un compito che non è noto, che certamente richiederà impegno e determinazione. Ma altrettanto prontamente confermai che ad una richiesta così autorevole e a un così grande onore non si poteva che aderire, mettendo a disposizione con umiltà tutta la volontà e la disponibilità che sono d’obbligo verso l’Associazione che tanto ci ha dato in questi anni. Sono cresciuto accanto ad ANDAF, nella quale come noto non ho rivestito incarichi direttivi, ma ho sempre ricevuto supporto e consiglio da tanti associati e, quando ho potuto, ho contribuito a mia volta al meglio delle mie possibilità. Con questo spirito intendiamo procedere, con l’aiuto di tutto il Direttivo ANDAF e della Segreteria Generale, con spirito libero e grato perché chi verrà dopo di noi possa godere di un beneficio almeno paragonabile a quello che abbiamo ottenuto noi.

Il Paese emerge con fatica da anni complicati. Il 2020 e buona parte (speriamo di essere alla fine) del 2021 sono stati funestati dalla pandemia, ma le cose non andavano bene nemmeno prima. Ora abbiamo la possibilità di ripartire, e il ruolo delle aziende e dei loro CFO sarà centrale in questo impegno, anche per non sprecare l’occasione irripetibile che arriva dalle imponenti somme che sono state assegnate al nostro Paese, e che richiederanno impegno, serietà e trasparenza da parte della classe dirigente che dovrà amministrarle. Forse, dopo tanti anni di progressiva demolizione ispirata al “tanto peggio, tanto meglio”, abbiamo la possibilità di ricominciare a costruire. Consapevoli che costruire è faticoso, rumoroso, talvolta rischioso. Ma le capacità strategiche, progettuali ed esecutive certamente non ci mancano. Il talento abbonda oggi, come e più che nel passato, nel nostro Paese e nella nostra Associazione: è ora per il bene di tutti di metterlo a disposizione per qualcosa che andrà al di là di noi… Oltre che manager, siamo anche padri e madri, e personalmente sento fortissima questa responsabilità.

Chiudo con due importanti ringraziamenti. Grazie Roberto Mannozzi per la tua generosissima presidenza, per il tuo garbo e la tua immancabile disponibilità all’ascolto e apertura al nuovo. Temi che solo qualche anno fa erano sconosciuti al pubblico, primo fra tutti la sostenibilità, sono oggi ai primi posti dell’agenda dell’Associazione. Avrò bisogno di tutto il tuo supporto di Presidente dell’Advisory Council, e sono certo che non mancherà.

E grazie Paolo Bertoli: mi hai accolto tanti anni fa in ANDAF quando ero un ragazzo con i calzoni corti! La tua formidabile tenacia e intuizione hanno permesso il raggiungimento di tanti traguardi, quali (insieme a Cesare Bassoli, Paolo Fanti e molti altri) la Certificazione UNI, di cui parleremo già in questo numero di ANDAF Magazine.

In bocca al lupo a tutti.

Agostino Scornajenchi

 

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