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ANDAF Magazine n.1-2024

Cari amici,

 

si è da poco concluso un anno denso di eventi, che hanno profondamente interessato il contesto in cui viviamo e la nostra vita professionale, e uno nuovo è appena iniziato. È tempo quindi di tirare le somme, come siamo soliti fare nella nostra professione, ma questa volta si tratta di un bilancio che riguarda il nostro ruolo all’interno delle aziende. Perché quello del CFO sta diventando sempre più un mestiere di confine, tra interno ed esterno dell’impresa, tra l’organizzazione stessa e i vertici aziendali. Un confine ampio e soggetto a molte sollecitazioni, da presidiare con estrema attenzione e saper custodire, perché baluardo per il bene comune.

E come in tutte le terre di frontiera è necessario padroneggiare più linguaggi per assicurare una corretta comunicazione e tutelare i giusti equilibri. Bisogna saper guardare lontano e capire cosa si delinea all’orizzonte per fronteggiare in modo adeguato i rischi e indirizzare la strategia.

Per mantenere questo presidio è necessario sfruttare la tecnologia e tutti i nuovi strumenti che possono arricchire la nostra cassetta degli attrezzi, ma anche ampliare le competenze coltivando sia le hard che le soft skill. E qualche volta è anche indispensabile prendere posizioni scomode, promuovere decisioni difficili ma necessarie, assumendo dei rischi in prima persona pronti ad affrontarne le possibili conseguenze.

Sicuramente impegnativa, non si può negare, ma è un’evoluzione cui il CFO non può sottrarsi perché è un processo in atto da anni e tornare indietro è ormai impossibile. Dobbiamo necessariamente buttare il cuore oltre l’ostacolo e saper favorire e indirizzare la sostenibilità, dare valore alle nostre imprese, puntare al purpose. Quel valore comune, la buona causa, di cui tanto abbiamo parlato al Congresso di Pescara e anche in questo numero della rivista con un articolo molto interessante del prof. Donna che vi invito a leggere. Anche perché un’impresa che sia davvero sostenibile mira alla continuità aziendale, al benessere non solo delle proprie risorse ma anche del contesto in cui è inserita.

Ed è proprio dai valori che dobbiamo ripartire. Recuperarli e se occorre rifondarli perché pervadano il vivere comune. Nelle nostre vite e nelle aziende, che di queste vite sono parte integrante. Una riflessione che oggi si fa necessaria poiché alcune vicende cui stiamo assistendo (non nuove a dire il vero, ma di certo rese più evidenti dai fatti recenti) parlano di disagio, egoismo o prevaricazione, difficoltà di relazione, fragilità che purtroppo può anche trasformarsi in cruda violenza, estremismi che non conoscono punti di equilibrio.

Ci siamo chiesti se ci riguardano da vicino? Verrebbe da dire di no, ma ne siamo proprio sicuri? Siamo certi che restino sempre fuori dalle nostre porte? Forse solo in parte. Anche perché, a volte, all’interno delle nostre organizzazioni sono queste logiche a prevalere. In modo molto sottile e insidioso, o a tratti più evidente, minando così nel profondo il clima e le relazioni tra i vari attori che le popolano. Possiamo trovare utili spunti di riflessione, proprio su questi temi, leggendo la rubrica “Coaching in pillole”, che in questo numero ci aiuta a indagare le ragioni che spingono le risorse di un’azienda a lasciarla ed evidenzia l’importanza della “scienza della felicità” nella vita lavorativa.

Sono proprio i nostri valori ad animare le imprese in cui operiamo e le relazioni professionali che costruiamo. Sono il nostro presupposto identitario, la nostra storia ma anche il nostro futuro.

Ecco, cosa ci attende nel futuro? Cosa intravediamo all’orizzonte e, soprattutto, cosa vorremmo far sì che accadesse? Come possiamo e dobbiamo influenzare e modellare questo prossimo futuro?

Di certo possiamo agire, essere in prima linea, anche perché non è più il tempo in cui ci è permesso restare semplici spettatori. Siamo tutti giocatori in un campo d’azione complesso, con poche protezioni, e dobbiamo esporci, rischiare anche di cadere per poi rialzarci, mettendoci il cuore. Perché la speranza per un futuro migliore passa proprio da lì, da quanto amore impieghiamo nel nostro agire quotidiano, dall’entusiasmo e dall’impegno. I frutti poi si vedranno.

Di certo in ANDAF la passione e la forza dei legami tra amici e colleghi non mancano, e tanto del nostro tempo libero lo investiamo proprio per costruire una rete di crescita e di supporto professionale per il CFO. E i frutti in questi anni li stiamo raccogliendo.

Buon inizio d’anno e buona lettura.

 

Agostino Scornajenchi

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